Einige tolle alles prima Bilder:
Della distanza.

Bild von piermario
Caro Diario,
pensavo alla distanza, eh, ancora, si. Quando ho visto come era venuta questa foto sono rimasto un po’ deluso, perché ricordavo di essermi prodotto in una incredibile acrobazia da fotografo per scattarla senza finire faccia (e Contax) a terra.
(un attimo, ci sto arrivando.)
uno crede di fotografare e basta, ma spesso ha in omaggio filosofia spicciola, perché mettere a fuoco le cose in una foto o nella vita tutto sommato è qualcosa di simile.
così capita di pensare che una posa plastica e trattenere il fiato l’attimo prima premere il bottoncino a volte non bastano. Serve la distanza giusta, serve avvicinarsi alle cose o fare un passo indietro per mettere a fuoco e capire.
Così, per dire.
ciao, nanda

Bild von ho visto nina volare
www.youtube.com/watch?v=kOMyzslIP-o
www.youtube.com/watch?v=2kNwJX6E7pE
quanti anni avevo la prima volta che ho letto hemingway? dodici o tredici… e più o meno alla stessa età ho letto qualcosa di edgar lee masters… e poi sono venuti fitzgerald, kerouac, tanti altri… immagino che se non li avesse tradotti lei, la nanda, lo avrebbe fatto qualcun altro… però l’ho capito solo dopo, guardando le date, che non era da tutti tradurre l’antologia di spoon river negli anni quaranta, che non era da tutti far conoscere la beat generation, che non era da tutti farci inseguire l’avventura sulle grandi strade americane
una volta ti ho intervistata, al telefono (ah, perdonami se ora ti do del tu: je dis tu à tous ceux que ‘j’aime, diceva prévert), mi ricordo quanto fossi emozionata… avevi parlato di libertà , di pace (eravamo in pieno attacco all’iraq), di amore
le parole spesso sono sterili, ce ne riempiamo la bocca
tu inveci sapevi parlare di libertà , di pace, di amore senza retorica, sapendo quanto costava essere liberi
mi piace ricordarti con i versi del suonatore jones, nella versione di de andré che mi ha fatto conoscere spoon river: ricordi tanti, e nemmeno un rimpianto
ciao, nanda
In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità ,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.
Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.
Libertà l’ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.
Libertà l’ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze
a un ballo,
per un compagno ubriaco.
E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.
Finii con i campi alle ortiche
finii con un flauto spezzato
e un ridere rauco
ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.